Messaggio pasquale 2026 di Sua Eminenza il Metropolita JEAN, Arcivescovo delle Chiese ortodosse di tradizione russa in Europa occidentale
Alle Eccellenze, al clero, ai monaci, alle monache e ai fedeli dell’Arcivescovado delle Chiese ortodosse di tradizione russa in Europa occidentale.
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Cari fratelli e sorelle, Cristo è risorto!
Vi rivolgo questa esclamazione gioiosa che, secondo l’antica tradizione, tutti ci scambiamo in questa luminosa e splendida festa di Pasqua!
Sì, il Signore è la nostra gioia. Egli dilata i nostri cuori e tutto il nostro essere nel momento in cui comprendiamo che non siamo più incatenati dal peccato e che gli spasimi della morte sono stati annientati.
Tutti noi abbiamo grande bisogno di una risurrezione altrettanto piena di forza e di segni di speranza quanto quella che fu donata ai discepoli il terzo giorno, affinché possiamo correggere tutte le false idee che ci facciamo sulla sofferenza e sulla croce, e affinché questa risurrezione divenga per noi fonte di fede. Poiché è soltanto nella Risurrezione che possiamo non solo comprendere come la croce di Cristo possa ottenerci il perdono dei peccati, ma anche sopportare con gioia le sofferenze di questa croce. Allora le sofferenze non saranno più sofferenze, ma comunione di gloria, come ha detto il santo apostolo Paolo: «Se davvero soffriamo con Lui, saremo anche glorificati con Lui!» (Rm 8,17).
Ma non dobbiamo accontentarci di una festa gioiosa che sarebbe effimera: dobbiamo vivere di questo mistero della Risurrezione! Dobbiamo integrare in tutto il nostro essere e in tutta la nostra vita, fin d’ora, questa esclamazione gioiosa che ci scambiamo in questi giorni: «Cristo è risorto!». Dobbiamo credervi e agire di conseguenza, poiché, come ci dice l’apostolo Paolo: «Se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati!» (1 Cor 15,17).
Allora, come fare? Abbiamo a nostra disposizione molte possibilità per rendere concreta la nostra unione con Dio: ricordate il Giovedì Santo! In quel giorno, Gesù non soltanto spiegò agli apostoli ciò che sarebbe accaduto nei giorni successivi, ma non si limitò a una spiegazione teorica. Offrì loro, anticipatamente, di essere in totale comunione con Lui — il che era già la salvezza — donando loro il suo prezioso Corpo e il suo prezioso Sangue. Nella Cena mistica, il Cristo è insieme immolato e risorto, morto e vivente! Ricordate: sono le sue stesse parole — «Questo è il mio Corpo spezzato per voi, questo è il mio Sangue versato per voi!» — ed è evidente che il Signore non poteva dire ciò senza essere certo di quanto sarebbe avvenuto in seguito. Non siamo qui in una qualche mitologia, ma nella realtà concreta della Risurrezione: ogni volta che ci accostiamo al santo Calice e comunichiamo al suo prezioso contenuto, ci spogliamo del peccato e ci rivestiamo della bellezza splendente di Cristo. Un tale mistero è reso possibile dalla sola grande misericordia del Signore e dal suo ineffabile amore per gli uomini!
Ecco, senza dubbio, la più meravigliosa delle conseguenze della morte e della Risurrezione del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. Poiché tutti i sacramenti sono legati a quello della Divina Eucaristia, noi beneficiamo dei frutti salvifici di questa splendida festa che celebriamo in questo santo giorno, quando ci accostiamo al santo Calice e partecipiamo ai santi Doni. Non esitiamo dunque! Veniamo ad attingere alla sorgente della Salvezza, abbeveriamoci al calice dell’Amore divino e viviamo di questa vita nuova che ci è data in partecipazione! Ma non basta essere semplici fruitori, poiché non è giusto arricchirci da soli della misericordia di Dio.
Poiché siamo divinizzati dalla Risurrezione, allora siamo coerenti e condividiamo questo amore ricevuto gratuitamente… Certo, non è sempre facile, ma siamo su questa terra per imparare dal nostro unico Maestro e Signore, Gesù Cristo. Chiediamogli dunque: Signore, insegnami ad amare! Insegnami a vivere da risorto! Fammi stare in piedi nella tua luce insieme a tutti i miei fratelli e concedimi di cantare senza cessare: «Cristo è risorto dai morti, con la morte ha vinto la morte, e a coloro che sono nei sepolcri ha donato la vita!».
† Metropolita JEAN di Doubna,
Arcivescovo delle Chiese Ortodosse di Tradizione Russa
in Europa Occidentale